I valori target per il diabete
I valori glicemici target non sono solo numeri. Implicano
un grande rigore.
Capire e analizzare i numeri
Per il diabete di tipo 1, i valori target della glicemia variano a seconda delle raccomandazioni mediche relative all’età, al peso e, a volte, a particolari fasi della tua vita. Solo tu e il tuo medico potete definire con precisione i tuoi valori target.
I valori target sono numeri, ma non dimentichiamo che rappresentano anche l’obiettivo del benessere. Il benessere che si prova e si vive. La sensibilità è diversa per ognuno ed è legata alle esigenze individuali, ma i valori target generalmente stabiliti sono:
• Prima dei pasti: tra 80 e 130 milligrammi per decilitro di sangue (mg/dl)
• Dopo i pasti, ovvero due ore dopo aver mangiato: meno di 180 mg/dl
• Prima di andare a dormire: tra 90 e 150 mg/dl
Quando si supera il valore di riferimento, si parla di iperglicemia.
In caso di iperglicemia prolungata, fai attenzione all’acetone. Ti spieghiamo di cosa si tratta.
Per l’iperglicemia (livello elevato di glucosio nel sangue), il valore soglia comunemente accettato è generalmente considerato superiore a 180 mg/dl. Un’iperglicemia prolungata richiede un monitoraggio dell’acetone.
I sintomi associatiall’acidosi chetonica diabetica includono in genere un livello elevato di glicemia e un aumento dell’acidità nel sangue, misurato dal pH ematico e dalla concentrazione dei corpi chetonici. L’acidosi chetonica è caratterizzata da un accumulo eccessivo di acidi nel sangue.
A quel punto il corpo inizia a scomporre i grassi per produrre energia, causando la formazione di corpi chetonici. I corpi chetonici avvelenano il sangue. È urgente correggere la glicemia.
Meno di 70 mg/dl: definizione
L'ipoglicemia è un valore inferiore al limite inferiore dell'intervallo target.
L’ipoglicemia (basso livello di glucosio nel sangue) viene generalmente definita come una glicemia inferiore a 70 mg/dl. Tuttavia, è possibile avvertire i sintomi dell’ipoglicemia anche con valori leggermente più alti.
È importante fidarsi delle sensazioni e controllare il livello di zucchero nel sangue usando i sensori glicemici (misurazione interstiziale) o i misuratori capillari (con una goccia di sangue dalla punta delle dita). Quando la glicemia oscilla rapidamente, sia in aumento che in diminuzione, può capitare che il risultato della misurazione non sia rappresentativo o addirittura non sia disponibile.
A quel punto dovrai ripetere la misurazione. I sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, come Freestyle o Dexcom, indicano la tendenza della variazione tramite una freccia rivolta verso l’alto, orizzontale o verso il basso.
Questa indicazione è preziosa per adeguare la correzione necessaria. A volte, un controllo accurato permette di confermare il livello di glicemia. Chiarire un dubbio può rassicurare. Le variazioni rapide sono momenti di disagio sia fisico che mentale. Le decisioni di assumere zuccheri o di correggere con l’insulina per ripristinare la stabilità sono urgenti e importanti .

La velocità con cui cala la glicemia influisce su come te la senti...
Una variazione rapida di solito viene percepita chiaramente da chi la subisce. Invece, un calo lento può essere notato solo quando la glicemia è già scesa molto in basso. Infatti, il cervello compensa il calo lento della glicemia adattando le risposte del corpo. La vista, il tono muscolare…A volte può capitare che un livello molto basso ci colga di sorpresa. All’inizio della nostra vita con il diabete, quando il test capillare indicava un valore bassissimo di 30 mg per decilitro di sangue, pensavamo che il glucometro fosse rotto! Allora ho spiegato al farmacista che avevo bisogno di un nuovo misuratore.
I valori estremi HI e LOW.
Da allora abbiamo visto il LOW, che in inglese significa “basso”, un risultato che indica una glicemia inferiore a 0,30 mg/dl, e anche l’HI, che sta per “High” (alto), un risultato superiore a 4 mg/dl.
Fidarsi di sé stessi e ascoltare le proprie sensazioni non impedisce mai di controllare la glicemia.